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mercoledì 19 agosto 2009

Fernanda Pivano


Guardo la mia libreria e sorrido triste. I miei testi di Kerouac, Jukebox all'idrogeno di Ginsberg. Una raccolta di foto su Corso e Cassady. L'opera omnia di Bukowski. E poi John Fante ed Hemingway. I miei dischi di De Andrè.
Internet, carta stampata e tv si sbracciano per rendere omaggio a Fernanda Pivano, ricordandola in mille modi diversi.
Io umilmente vorrei ricordarLa come un grande faro della cultura italiana, cittadina del mondo ma col cuore in Italia.
Mi piace pensare che adesso sia su una nuvola a mettere ordine tra i pensieri vorticosi di Kerouac mentre Hem e Buk parlano di pugilato.
Ciao Nanda, mi mancherai.

giovedì 30 luglio 2009

Musica seria per persone serie.


Stamattina andando al lavoro nel mio stereo girava il live dei Buena Vista Social Club registrato al Carnegie Hall di New York. A dir poco fantastico, un'emozione ogni volta.

Sarò scontato, ma Chan Chan mi colpisce sempre.



mercoledì 29 luglio 2009

La riforma della scuola.


La mia speranza è che alle feste della Lega si usi lsd come nella Summer of Love, così almeno si possono quanto meno capire certe idee talmente cretine da risultare un insulto al buon gusto.
Attenzione: la Lega scende in campo nella discussione sulla scuola.
Come migliorare l'offerta formativa con corsi meglio preparati? No!
Dare fondi alla scuola per mettere in sicurezza gli edifici? Neanche!
Allora, considerato il socialismo di facciata leghista, risolvere il dramma dei precari della scuola? Ma va là!
Che sia razionalizzare i corsi, eliminando quelli utili come un tagliaburro elettrico? Assolutamente!
L'idea lisergica del Carroccio è di inserire un test di dialetto per i futuri prof., i quali dovranno dar prova di conoscere a menadito tradizioni regionali e idiomi del luogo ove forgeranno menti.
Ben venga la tradizione. Io stesso mi batto affinchè si tuteli la nostra storia, fatta di mille realtà locali. Ma anche ai tempi in cui i miei nonni andavano a scuola (ed era il Ventennio), tempi in cui il dialetto era usato in modo predominante, a scuola si doveva parlare italiano.
Punto.
Amore e difesa delle tradizioni sono un bene imprescindibile del singolo, in cui la scuola può avere una parte. Ma rendere il dialetto un elemento valutativo dell'insegnante è a dir poco una bestialità, ancor più grave se si legge la notizia in combinato disposto con quanto scrissi qualche giorno fa in merito a Vikas, il ricercatore indiano costretto ad andarsene dall'Italia poichè mai gli fu concesso il permesso di soggiorno.
Un filo di malafede, non riesco a non vederla.
E non posso non pensare che la strategia leghista sia rivolta ad infondere nelle menti, attraverso un'accurata scelta degli insegnanti, i "valori" da loro ritenuti importanti. Se questo non è il prologo di una dittatura, io sono Babbo Natale.
Seghisti, ma andate un po' a fanculo!

venerdì 24 luglio 2009

Good luck, Vikas!


Tra le file dei cervelloni della Lega sicuramente qualcuno commenterà positivamente. Vikas Kumar, ricercatore indiano di 32 anni presso la Bocconi, a seguito della scadenza del proprio visto e, in attesa di un permesso di soggiorno che non è mai arrivato, ha dovuto lasciare l'Italia.

Il ricercatore, che con un PhD a St Louis ed un master a Delhi, era stato selezionato tra le menti più brillanti del mondo. Il mondo, per uso e consumo dei leghisti, è va oltre la provincia di varese a ovest e venezia ad est.

Così adesso partirà per l'Australia, dove gli è stata offerta una prestigiosa opportunità.

La notizia mi lascia l'amaro in bocca perchè non posso non associarla alla notizia della proposta presentata da quel luminare di Salvini di dedicare ai milanesi un vagone della metro ed, in genarale, al crescente clima di intolleranza che la Lega sta creando.

Parlo per esperienza diretta, in quanto ho avuto modo di dialogare con alcuni emuli di bavetta-alla-bocca-il-Senatur, i quali erano dediti a sparare a zero verso un biologo egiziano che usa un metodo ad impatto zero per diminuire il numero delle zanzare (per la cronaca, con delle larve), sostendo che "non c'è bisogno di quei marocchini. Come se da noi non ci fossero biologhi" (cito testualmente, nda).

La notizia mi delude poi perchè è l'ennesimo caso in cui la cultura perde a scapito di calcio e ballerine. Non ho mai sentito di un calciatore che viene ospitato in Australia in quanto non gli viene emesso il permesso di soggiorno. O di una velina che emigra in USA. Guarda caso, per calciatori, veline et similia arriva sempre tutto per tempo: solo i ricercatori rimangono a piedi.

Tra i tanti problemi dell'Italia c'è anche questo: la cultura non è più un valore. Anzi, spesso ho come l'idea che sia un problema, per chi come Berluska adotta una politica panem et circenses o per chi come la Lega adotta lo stile Germania anni '30.

La cultura salverà il mondo da noi stessi.

A Vikas Kumar, invece, i miei auguri di cuore di poter trovare in Australia ciò che non ha potuto trovare qui.